Olga Rossi Cassottana

GIUSEPPINA PIZZIGONI
E LA "RINNOVATA"
DI MILANO

Attraverso materiale documentale di prima mano, il libro restituisce un affresco di vita scolastica che non ha subito le usure del tempo, che vede anzi la Pizzigoni, il suo metodo e le sue innovazioni organizzative fortemente rivalutate dalla nuova scuola primaria italiana

[è la presentazione nel sito dell'editore]

Editrice la Scuola
collana: Pedagogia e Scuola
ISBN:88-350-1603-7
€ 23,00 272 pagine

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"L'idea è che nella giornata di scuola sono compresenti due momenti, quello delle "cose utili" e quello delle "cose belle", che la Pizzigoni connette fra di loro perché i bambini hanno bisogno di essere collocati in un ampio quadro di possibilità con identico valore. La scuola elementare diventa, così, la scuola dell'uomo in quanto uomo nel senso più ampio delle sue potenzialità"

così scrive Cesare Scurati, amico da sempre e profondo conoscitore della Rinnovata, nella introduzione al libro di Olga Rossi Cassottana - Giuseppina Pizzigoni e la "Rinnovata" di Milano - Tradizione e attualità per la scuola primaria, di recentissima uscita presso l'Editrice "La Scuola" di Brescia.

La sintesi che Scurati compie è strettamente connessa a quel 'tradizione e attualità' che fa della Rinnovata un modello valido oggi come ieri, come la Cassottana ben dimostra nei quattro capitoli che delineano, ognuno, uno specifico tema.

Nel primo tratta "LA FIGURA" della Pizzigoni dal punto di vista della formazione, della personalità, anche con interpretazioni originali dovute alla lunga e intensa frequentazione con la "nostra"; nel secondo espone "LE IDEE", a partire dalle radici culturali e dalla visione critica della scuola di allora, per giungere a 'Il metodo pizzigoniano' che riesce a delineare in sole dieci nitide paginette, fornendo un contributo - rem tene, verba sequentur - a chi volesse comprendere bene di cosa si tratti.
Naturalmente in questo capitolo l'autrice tratta anche 'L'attenzione ai fattori socio-culturali' - elemento fondante della Rinnovata, e anche oggi elemento di attualità, visto che "l'evoluzione" in atto nella società ci sta riportando indietro di decenni, l'idea che Giorgio Galanti sosteneva a spada tratta: "La Rinnovata può e deve essere un modello di scuola di qualità, di élite, ma pubblica, per tutti".

Come propugnava G. Pizzigoni; "I bambini ricchi avranno dunque nella scuola ciò che oggi cercano fuori; i poveri avranno quello di cui godono i ricchi, e che non è un lusso, ma una necessità fisiologica della loro età; i figli appartenenti al ceto medio avranno quello di cui oggi generalmente sono privi, e che è loro indispensabile" (Discorso al Beccaria - 1911)

Nel capitolo terzo sono 'LE STRUTTURE' ad essere oggetto di studio: le anticipazioni profetiche sono trattate con una articolazione così chiara da risultare utile anche a chi non sia un 'operatore' della scuola.
Lo studio delle strutture è premessa necessaria per comprendere i "CONTENUTI E MEDODI" che è il contenuto del capitolo quarto, a partire da 'Il concetto di programma' sino a quell'idea pizzigoniana della necessità dell'insegnare a tutti il 'sentimento religioso' e la religione cattolica solo a chi ne facesse richiesta, anticipatore come si può rendere conto non solo uno spirito laico, ma chiunque osservi la realtà multietnica della scuola oggi.

Le CONCLUSIONI riprendono, nella prima parte, il concetto tanto caro ad Olga Cassottana, da farne la costante interpretativa, della "teorizzazione nascosta", (alla quale si collega la "flessibilità" del metodo rispetto a talune rigidezze montessoriane) e viene posto l'accento su come a proposito della nostra sarebbe il caso di parlare di "pedagogia-didattica" una cifra stilistica peculiare che riflette - secondo noi - lo spirito ribelle e 'artistico' renitente ad ogni ingabbiamento da cui deriva anche una costante del metodo che è quella di considerare lo sviluppo delle potenzialità e delle capacità del singolo all'interno del gruppo "...all'insegna di un'ineludibile, affettuosa ascoltazione di ciascun tratto della psiche infantile nell'intento di offrire ad ognuno un esemplare perfezionamento ed un ottimale sviluppo" (pag. 218).

L'autrice inoltre, in tutto il libro, comunica bene anche quello spirito pizzigoniano che, nel solco della miglior tradizione pedagonica, è tutt'ora presente in Rinnovata, dove le maestre sanno ancora, come necessità dell'atto conoscitivo: 'Infondere Eros' (*)

La conclusione vera, la seconda parte, è dedicata "Alla ricerca della fedeltà al 'metodo' tra tradizione e innovazione", punto nodale oggi nelle intersezioni tra i mutamenti sociali e quelli della legislazione scolastica; ci permetteremo di non entrare nel merito, anche perché l'autrice cita nomi ed esperienze (e proposte) che sono ancor vive perché giungono sino alla stampa del libro, quindi giustamente vissute e interpretate in modo diverso sia dalle insegnanti che dai genitori (e i bambini, che direbbero?).

In appendice sono riportati e commentati quattro inediti senza indicazione della provenienza: vengono dall'Archivio dell'Opera?
Noi lo sappiamo, e sarebbe stata anche occasione per segnalarne al lettore che ne fosse ignaro l'esistenza e l'importanza (anche ai fini degli studi dell'autrice), oltre ai ringraziamenti di rito.

Sarebbe anche piaciuto trovare un riferimento alla attività - quella sul campo - delle maestre che umilmente, affettuosamente attuano e verificano il metodo giorno dopo giorno, uniche a poter offrire quelle coordinate necessarie alla riflessione, alla elaborazione, perché sono le "loro" riflessioni, le "loro" elaborazioni...

E di cui la Cassottana ben conosce le difficoltà, se in incipit al capitolo dedicato alla "formazione e al ruolo degli insegnanti" cita, di attualità più che mai:
"Ma io leggo nel cuore di quella ricca schiera di valenti maestri, i quali lottano quotidianamente fra i desideri dello spirito, teso alla ricerca del meglio, e lo stato delle cose, che grava dall'alto e preme con tutta la colossale massa di preconcetti, di pregiudizi, di burocrazie... Io ho rotto le consuetudini per aprirvi la strada..." (G.Pizzigoni, L'insegnamento oggettivo, pag 15)

Questo libro ha l'indiscutibile pregio di poter finire nelle mani di chiunque, quindi un vero servizio alla diffusione del metodo, che è uno dei punti fondamentali dello Statuto dell'Opera Pizzigoni oltre che un obbiettivo del nostro cuore: 270 pagine che ben valgono l'acquisto, anche se i 23 Euro - tanti per un libro in brossura - ci fanno riflettere sulla pessima abitudine degli editori di usare la colla e non il filo, come dovrebbe essere per un testo di studio e di consultazione.

Joanne Maria Pini

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(*) Paolo Mottana, in Miti d'oggi nell'educazione - E opportune contromisure - Franco Angeli - 2000 - che ci permettiamo con l'occasione di segnalare, nel capitolo 'Infondere Eros' scrive:

"Troppo si è frantumata la pratica del conoscere e dell'interessarsi, dell'apprendere e del prendersi cura, del ricevere e del capire, al fine di riconoscere e vagliare i processi che la denotano, senza cogliere la sintesi necessaria che invece è fondamentale perché di una conoscenza significativa si tratti e di un'esperienza duratura e coinvolgente". (pag. 83)

Scriveva la Pizzigoni, che la Cassottana cita all'inizio del capitolo "Il metodo pizzigoniano":

"L'applicazione del metodo sperimentale non si circoscrive a una lezione, ma tutte le penetra e tutte le collega per l'infinita rete di riferimenti coi quali un fatto è allacciato a molti altri, cosicché i veri poteri mentali sono esercitati simultaneamente in una ginnastica tanto piacevole quanto fruttuosa"

(G. PIzzigoni, La scuola Rinnovata secondo il metodo sperimentale - 1921)